Ipertensione resistente: un ulteriore fattore di rischio
Fonte: Circulation 2012; 125: 1635-1642.

Nonostante un recente consensus statement dell’American Heart Association (AHA) che sottolinea l'importanza dell'ipertensione resistente, l'incidenza e la prognosi di questa malattia sono in gran parte sconosciute. Questo studio di coorte retrospettivo include pazienti con ipertensione di cui è stato iniziato il trattamento tra il 2002 e il 2006. I pazienti sono stati monitorati per lo sviluppo di ipertensione resistente sulla base di criteri AHA (pressione arteriosa non controllata nonostante l'uso di ≥3 farmaci antipertensivi). Sono stati determinati gli eventi cardiovascolari (morte o infarto miocardico, insufficienza cardiaca, ictus o malattia renale cronica) in pazienti con e senza ipertensione resistente. Tra i 205.750 pazienti con ipertensione, l’1,9% ha sviluppato ipertensione resistente all'interno di un periodo mediano di 1,5 anni dal trattamento iniziale (0,7 casi per 100 anni-persona di follow-up). Questi pazienti erano più spesso gli uomini, erano più anziani e avevano più spesso diabete mellito rispetto ai pazienti non resistenti. In oltre 3,8 anni di follow-up, i tassi di eventi cardiovascolari erano significativamente più alti nei pazienti con ipertensione resistente (P<0,001). Anche dopo la correzione per le caratteristiche cliniche dei pazienti, l’ipertensione resistente rimaneva associata a un più alto rischio di eventi cardiovascolari. In conclusione, tra i pazienti con ipertensione a cui è stato iniziato il trattamento, 1 su 50 ha sviluppato ipertensione resistente. I pazienti con ipertensione resistente hanno mostrato un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, che sostiene la necessità di intensificare gli sforzi verso il miglioramento del controllo pressorio in questa popolazione.

 
ALFIO BIANCHI
non vi sono dubbi che l'ipertensione resistente sia un fattore di rischio aggiuntivo
inserito il: 12-04-2012 13:15
 
 
LEONARDO SARACINO
che fare? dopo 2-3 farmaci?Asa,clopidogrel,es,fisico,dieta,meditazione,yoga,taiji?
inserito il: 12-04-2012 14:36
 
 
ENRICO MARIA GRECO
Nella ipertensione resistente, appare utile la denervazione renale. Non capisco con quale criterio non sia stata presa in considerazione nello studio, mi pare poco etico...
inserito il: 12-04-2012 19:06
 
 
GIUSEPPE DELPRETE
AD OGGI L'UNICA OPZIONE E' LA DENERVAZIONE RENALE( SIMPATICECTOMIA ) TRMITE CATETERI DEDICATI CHE EMETTONO RADIOFREQUENZA NELLE ARTERIE RENALI.DATI INCORAGGIANTI PROVENGONO DAGLI STUDI SYMPLICITY.
DR. GIUSEPPE DEL PRETE
inserito il: 15-04-2012 08:12
 
 
ROBERTO SCALA
Nell'ipertensione arteriosa non trattata con crisi ipertensiva si può aver un movimento della troponina?, se si per quale motivo e qual'è la curva della troponina in questo caso
inserito il: 17-04-2012 10:58
 
 
DOMENICO GALASSO
Domenico Galasso Identificare l'ipertensione resistente è ottima pratica clinica per formulare la prognosi.Fattori di rischio rilevanti sono:anziani di > di 75 anni,sesso maschile e diabetici.
inserito il: 28-04-2012 06:17
 
 
PAOLO DESENZANI
Paolo Desenzani
Diabete mellito e ipertensione arteriosa: penso doveroso pensare all'iperaldosteronismo primitivo ed opportunamente escluderlo a prescidere dall'ipokaliemia
inserito il: 28-04-2012 19:50