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Today News
  • Impiego di apixaban nel paziente con fibrillazione atriale e recente sindrome coronarica acuta
    Fonte: Lopes RD et al. N Engl J Med. 2019 Apr 18;380(16):1509-1524. doi: 10.1056/NEJMoa1817083. In questo trial sono stati arruolati pazienti con fibrillazione atriale e recente sindrome coronarica acuta sottoposta ad angioplastica, randomizzati a ricevere una profilassi cardioembolica con warfarin o apixaban in associazione ad un inibitore del recettore P2Y12. Gli stessi partecipanti sono stati poi trattati con cardioaspirina o placebo per un periodo di sei mesi. L'outcome primario dello studio era rappresentato dagli eventi emorragico, maggiori o comunque clinicamente rilevanti. Gli outcome secondari includevano la mortalità, l'ospedalizzazione e un composito degli eventi ischemici. Allo studio hanno partecipato 33 paesi e sono stati arruolati 4.614 pazienti. I risultati non hanno mostrato interazioni significative tra i...leggi la news
  • Efficacia della teofillina nei pazienti con sincope senza prodromi e cuore sano
    Fonte: Brignole et al. Int J Cardiol. 2019 Aug 15;289:70-73. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.03.043. Alcuni lavori recentemente pubblicati in letteratura descrivono il riscontro di bassi livelli di adenosina plasmatica nei pazienti con storia di sincope senza prodromi o con prodromi fugaci (<5 sec) e nessuna evidenza di cardiopatia. Si ipotizza quindi che questi pazienti possano beneficiare del trattamento con teofillina, un antagonista non selettivo dei recettori dell’adenosina. Brignole e colleghi presentano una case series di 16 pazienti con sincope asistolica documentata trattati con teofillina, nei quali è stata analizzata l’incidenza di recidive sincopali durante due periodi di studio, in assenza di trattamento e durante la somministrazione di teofillina. I pazienti inclusi nell’analisi comprendevano 9 donne e presentavano...leggi la news
  • La riabilitazione cardiologica nei pazienti con arteriopatia periferica
    Fonte: Devrome AN et al. Int J Cardiol. 2019 Jun 15;285:108-114. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.02.070. I pazienti con indicazione a riabilitazione cardiologica presentano spesso anche una vasculopatia polidistrettuale con arteriopatia periferica (AOP). Tuttavia, i soggetti con AOP hanno una ridotta capacità di esercizio e questo è causa di una minore adesione ai percorsi riabilitativi. Inoltre, ad oggi, non è chiaro quale sia l’impatto dell’AOP sui benefici prodotti dalla riabilitazione cardiologica. A questo scopo Devrome et al. hanno indagato l’associazione tra AOP, partecipazione alla riabilitazione cardiologica e mortalità in 23.215 pazienti indirizzati ad un ciclo di riabilitazione cardiologica della durata di 12 settimane. La popolazione analizzata aveva un’età media di 61 anni e comprendeva 1.366 soggetti con diagnosi...leggi la news
  • L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco
    Fonte: Kytömaa S et al. Epub ahead of print JAMA Cardiol 2019. doi: 10.1001/jamacardio.2019.0549. E’ noto che l’influenza si associa ad un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, mentre pochi studi hanno indagato le conseguenze del virus sul rischio di ospedalizzazione, soprattutto per scompenso cardiaco. Questo studio ha analizzato la relazione temporale tra l’infezione da virus influenzali e l’ospedalizzazione per scompenso cardiaco (SC) ed infarto miocardico (IMA). In base ai dati del Centers for Disease Control and Prevention Surveillance Network, è stata misurata l’attività mensile del virus influenzale, definita come la percentuale di pazienti valutati per stato influenzale da alcuni medici sentinella. Inoltre, nell’ambito dello studio di popolazione Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) sono stati...leggi la news
  • L’età influenza il trattamento farmacologico dello scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione
    Fonte: Veenis JF et al. Epub ahead of print. European Journal of Preventive Cardiology 2019. DOI: 10.1177/2047487319835042. In questo studio Veenis et al. presentano i dati di un ampio registro olandese di pazienti ambulatoriali affetti da scompenso cardiaco (SC). L’analisi di questi dati mette in evidenza alcuni aspetti molto interessanti relativi al trattamento dello SC nel paziente anziano e dimostra che l’età del paziente influenza il clinico nelle sue scelte terapeutiche. Il registro comprendeva 8.351 pazienti con SC a ridotta frazione d’eiezione seguiti presso 34 ambulatori nel periodo 2013-2016; l’età media era di 72 anni. I pazienti sono stati suddivisi in tre sottogruppi in base alle seguenti fasce di età: <60 anni (13.9%); 60–74 anni...leggi la news

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