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| Il respiro di Cheyne-Stoke nel paziente con scompenso cardiaco |
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Fonte: Giannoni et al. - Journal of the American College of Cardiology, Volume 75, Issue 23, 16 June 2020, Pages 2947-2949 - DOI: 10.1016/j.jacc.2020.04.033. Il respiro di Cheyne-Stokes (RCS) è un respiro periodico caratterizzato dall’alternanza di fasi di iperpnea e di apnee centrali, che si realizza in circa il 50% dei pazienti con scompenso cardiaco e che è indice di prognosi sfavorevole. Molti studi in letteratura si sono incentrati sul RCS notturno, che è considerato come fenomeno correlato al sonno e che si presenta nel paziente in posizione supina, dovuto alla perdita del comando corticale sul respiro e alla ridistribuzione dei fluidi nell’organismo, particolarmente pronunciata durante la notte in pazienti con scompenso cardiaco. Due dei maggiori studi hanno tentato di trattare questa condizione con l’utilizzo di maschere a pressione positiva notturne, dimostrando che non c’è miglioramento dell’outcome, sebbene diminuiscano le apnee. Pochi sono gli studi che hanno investigato la ricorrenza e il significato del RCS in posizione eretta e durante il giorno. Il gruppo di Giannoni ha recentemente dimostrato, attraverso la registrazione poligrafica durante il tilt test, che il RCS si presenta spesso durante la giornata e può persistere in posizione eretta in un significativo numero di pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ventricolare sinistra ridotta. Paragonato con il RCS che si presenta in posizione supina, esso presenta un profilo adrenergico ed emodinamico peggiore con maggiori livelli di norepinefrina plasmatici, di NT-proBNP, di prevalenza di fibrillazione atriale, indipendentemente dal grado di rimodellamento cardiaco e dalla funzione sisto/diastolica. Tale condizione è legata ad un maggiore rischio di morte cardiaca rispetto ai pazienti con RCS supina. Inoltre, la persistenza del RCS in posizione eretta, si correla ad una maggiore chemo-sensibilità all’ipercapnia ed è associata a instabilità ventilatoria di giorno, notte e durante l’esercizio e ad un peggiore stato clinico e neurormonale. Sono necessari ulteriori studi per comprendere i meccanismi fisiopatologici alla base del RCS in pazienti con scompenso cardiaco, le implicazioni prognostiche e il trattamento ottimale. leggi anche |
- Ictus embolico con origine sconosciuta: l’atrio sinistro aiuta a riconoscere chi rischia di più: strain e sfericità migliorano la stratificazione prognostica
Fonte: Clark AM et al.European Heart Journal – Cardiovascular Imaging. 2026. doi:10.1093/ehjci/jeag066. Nei pazienti con embolic stroke of undetermined source (ESUS), il rimodellamento dell’atrio sinistro potrebbe offrire informazioni prognostiche preziose. In questo studio prospettico, 203 pazienti con ESUS sono stati confrontati con 256 soggetti con ictus non cardioembolico: rispetto ai controlli, i pazienti ESUS presentavano atrio sinistro più grande, strain atriale ridotto e una maggiore sfericità dell’atrio. Nel follow-up mediano di 49 mesi, il 18% ha avuto un ictus recidivante e il 27% ha raggiunto l’endpoint combinato di recidiva ischemica o nuova fibrillazione atriale. Il dato più rilevante è che reservoir strain, conduit strain e circularity hanno mostrato un valore prognostico indipendente e incrementale. In...leggi la news - Chiusura dell’auricola sinistra, il trial CLOSURE-AF ridimensiona le aspettative: non raggiunta la non inferiorità rispetto alla terapia medica
Fonte: Landmesser U et al. The New England Journal of Medicine. 2026. doi:10.1056/NEJMoa2513310. La chiusura percutanea dell’auricola sinistra continua a essere considerata un’opzione attraente nei pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, ma il trial randomizzato CLOSURE-AF invita alla prudenza. Lo studio ha arruolato 912 pazienti, con età media di 77,9 anni, CHA2DS2-VASc medio di 5,2 e HAS-BLED medio di 3,0: un profilo, dunque, di rischio ischemico ed emorragico molto elevato. Dopo un follow-up mediano di 3 anni, l’endpoint primario composito si è verificato in 155 pazienti del gruppo device e in 127 del gruppo terapia medica, con un’incidenza di 16,8 contro 13,3 per 100 anni-persona. La non inferiorità della strategia interventistica non è...leggi la news - Dislipidemie, le linee guida ACC/AHA 2026 cambiano passo: Lp(a) per tutti almeno una volta e target LDL più stringenti nei pazienti ad alto rischio
Fonte: Blumenthal RS et al. 2026 Journal of the American College of Cardiology. 2026. doi:10.1016/j.jacc.2025.11.016. Le nuove linee guida ACC/AHA 2026 sulla gestione delle dislipidemie segnano un’evoluzione importante dell’approccio preventivo. Tra le novità di maggiore impatto pratico, viene raccomandato di misurare la lipoproteina(a) almeno una volta in tutti gli adulti per una migliore stratificazione del rischio cardiovascolare. Le linee guida raccomandano inoltre di preferire, per la stima dell’LDL-C, le equazioni Martin/Hopkins o Sampson/NIH rispetto alla formula di Friedewald, e riconoscono un ruolo all’apoB nei pazienti già in terapia ipolipemizzante, soprattutto in presenza di ASCVD, sindrome CKM, diabete tipo 2 o trigliceridi elevati. Viene infine chiarito che gli integratori alimentari non sono raccomandati per ridurre LDL-C...leggi la news - Diabete tipo 2, GLP-1RA e SGLT2i si confermano sostanzialmente equivalenti sul piano cardiovascolare anche al livello del singolo agente
Fonte: Bu F et al. J Am Coll Cardiol. 2026. doi:10.1016/j.jacc.2026.02.5123. La scelta tra GLP-1 receptor agonists e SGLT2 inhibitors nella pratica quotidiana è spesso guidata da profilo clinico, tollerabilità e accesso, ma il confronto testa a testa tra farmaci specifici è stato finora poco solido. In questo ampio studio real-world multinazionale, basato su 10 database amministrativi e cartelle cliniche elettroniche statunitensi e non statunitensi, sono stati analizzati 1.245.211 adulti con diabete tipo 2 in trattamento con metformina che iniziavano una terapia di seconda linea con uno tra 6 GLP-1RA o 4 SGLT2i. Un sottogruppo di 316.242 pazienti presentava malattia cardiovascolare già nota. Gli endpoint primari erano il 3-point MACE e il 4-point MACE, che...leggi la news
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