Benefici delle gliflozine: la risposta è nel muscolo scheletrico?
Fonte: Wood, et al. 10.1002/ejhf.3192.

I pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ridotta (HFrEF) spesso presentano alterazioni strutturali a livello del muscolo scheletrico, che contribuiscono ai sintomi e alla riduzione della qualità della vita. Gli inibitori del cotrasportatore sodio–glucosio 2 (SGLT2i) migliorano gli endpoint clinici nei pazienti con HFrEF, ma il loro meccanismo d'azione rimane poco compreso. In questo studio, gli autori hanno quindi valutato l’influenza degli SGLT2i sul muscolo scheletrico nei pazienti con HFrEF. A tale scopo, sono stati confrontati campioni di biopsia muscolare di 28 pazienti maschi con HFrEF (classe NYHA I–III) trattati con SGLT2i (>12 mesi) o senza SGLT2i. Sono state eseguite analisi di immunocitochimica, trascrittomica, metabolomica e dei markers infiammatori. A completamento, sono stati effettuati anche esperimenti su un modello murino trattato con SGLT2i. Nei pazienti in terapia con SGLT2i, è stata osservata una minore atrofia delle fibre muscolari (p = 0,07). L’analisi di trascrittomica ha permesso di identificare dei tratti univoci nei pazienti che assumevano SGLT2i correlata agli effetti benefici sull'atrofia, sul metabolismo e sull'infiammazione. L’analisi di metabolomica ha permesso di identificare un'influenza sul metabolismo del triptofano nei pazienti che assumevano SGLT2i. Inoltre, è stato osservato come il trattamento con SGLT2i fosse associato con una riduzione delle citochine pro-infiammatorie (p <0,05) e dell’attivazione del sistema IL-6-JAK/STAT3. Gli stessi risultati sono stati confermati nel modello murino.

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