• Terapia medica ottimizzata: il miglior antiaritmico?
    Fonte: Congresso EHRA 2026. In questa analisi prospettica dello studio BIO-LIBRA, presentata al congresso EHRA 2026, è stato valutato l’impatto della terapia medica ottimizzata sul rischio di aritmie ventricolari e mortalità nei pazienti con cardiomiopatia non ischemica portatori di ICD o CRT-D. Il registro ha incluso circa 1.000 pazienti, con una rappresentazione equilibrata tra i sessi (47,5% donne). L’uso di inibitori di SGLT2 è risultato associato a una riduzione significativa... Aggiungi commentoleggi la news
  • Picchi estremi di frequenza cardiaca registrati con fascia toracica negli atleti: prevalenza, caratteristiche e rilevanza clinica
    Fonte: Buyck C, et al. DOI: 10.1093/eurjpc/zwag232. Questo studio ha valutato la prevalenza, la morfologia e la rilevanza clinica dei picchi transitori estremi di frequenza cardiaca registrati tramite monitor nei praticanti di sport di endurance. Sono state analizzate 57.282 sessioni di allenamento di 251 atleti. La frequenza cardiaca massimale fisiologica individuale è stata stimata e gli eventi estremi definiti come valori superiori a tale soglia. I tracciati sono stati classificati... Aggiungi commentoleggi la news
  • Screening cardiovascolare multimodale a 67 anni, riduzione della mortalità in uomini e donne nello studio Viborg
    Fonte: Dahl M et al. Eur Heart J. 2026. doi:10.1093/eurheartj/ehag309. Il programma danese Viborg suggerisce che uno screening cardiovascolare non invasivo, su base di popolazione e condotto a 67 anni, può tradursi in un beneficio reale sulla sopravvivenza. Dopo abbinamento per punteggio di propensione, l’invito allo screening è risultato associato a una riduzione della mortalità per tutte le cause rispetto ai controlli, con hazard ratio di 0,76 e un numero necessario di inviti pari a 49... Aggiungi commentoleggi la news
  • Pre-ipertensione, pre-diabete e pre-iperlipidemia: l’unione fa il rischio?
    Fonte: Lee YJ, et al. DOI: 10.1093/eurjpc/zwag233. In questo studio di coorte nazionale è stato valutato l’impatto a lungo termine della coesistenza di pre-ipertensione, pre-diabete e pre-iperlipidemia sul rischio cardiovascolare nei giovani adulti, spesso classificati a basso rischio dagli strumenti predittivi tradizionali. Sono stati analizzati 1.743.696 soggetti coreani di età 30-39 anni sottoposti a screening sanitario nel 2009, escludendo individui con ipertensione, diabete o... Aggiungi commentoleggi la news

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