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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Calcificazione della valvola aortica: già presente nel 7% della popolazione di mezza età
Fonte: Wang et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwaf157. La calcificazione della valvola aortica (aortic valve calcification, AVC) rappresenta il principale meccanismo fisiopatologico alla base della stenosi aortica ed è tradizionalmente considerata una condizione dell’anziano. Tuttavia, dati sulla sua prevalenza e sui fattori associati nei soggetti di mezza età sono limitati. Un’ampia analisi della popolazione svedese fornisce nuove evidenze su questo tema. Lo studio ha utilizzato i dati dello Swedish CArdioPulmonary bioImage Study (SCAPIS), includendo 29.221 individui di età compresa tra 50 e 64 anni, sottoposti a tomografia computerizzata (TC) tra il 2013 e il 2018. La presenza di calcificazione valvolare aortica è stata valutata visivamente sulle immagini TC e classificata come presente o assente. È stata inoltre calcolata...leggi la news - Stenosi aortica: i fattori di rischio cardiovascolare contano anche nella prevenzione
Fonte: Kjeldsen et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwae177. L’incidenza della stenosi valvolare aortica (AVS) è in rapido aumento, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. In assenza di terapie farmacologiche efficaci e con il trattamento limitato all’intervento chirurgico o transcatetere, diventa cruciale identificare fattori di rischio modificabili per una prevenzione precoce. Un ampio studio di popolazione danese ha analizzato l’associazione tra fattori di rischio cardiovascolare e sviluppo di AVS, proponendo inoltre modelli di rischio assoluto a 10 anni. Lo studio ha incluso 93.979 partecipanti della Copenhagen General Population Study, nei quali sono stati raccolti al basale dati su stile di vita, parametri biochimici e potenziali fattori confondenti. I fattori maggiormente associati allo sviluppo di AVS, identificati tramite modelli di...leggi la news - Sindrome del tunnel carpale come “sentinella” dell’amiloidosi da transtiretina: la biopsia intraoperatoria facilita diagnosi cardiaca precoce
Fonte: Fonte: Razvi Y, Gilbertson J, Heras-Palou C, et al. JACC Heart Fail. 2026 Jan 12:102890. doi:10.1016/j.jchf.2025.102890. Lo studio prospettico multicentrico britannico EDUCATE ha valutato la resa diagnostica della biopsia di tessuti del tunnel carpale durante decompressione chirurgica, in pazienti non selezionati >50 anni. Tra 555 soggetti, depositi di amiloide sono stati riscontrati nel 39% dei campioni (più spesso nel tenosinovio rispetto al legamento trasverso). Dei pazienti con biopsia positiva che hanno accettato l’inquadramento cardiologico, oltre un quarto presentava coinvolgimento cardiaco da transtiretina identificabile con scintigrafia ossea; nei casi con captazione di grado 2 secondo Perugini, ecocardiografia e biomarcatori hanno evidenziato forme clinicamente rilevanti, avviando terapia specifica. Sono inoltre emersi due casi inattesi di amiloidosi...leggi la news - Un paziente su sei con infarto o ictus riceve una nuova diagnosi di diabete durante il ricovero!
Fonte: Douelcrachad et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwaf286. Qual è la proporzione di pazienti con infarto miocardico acuto (IMA) o ictus che scoprono di avere il diabete al momento dell’ospedalizzazione? Una recente meta-analisi fornisce una risposta chiara: circa uno su sei. Gli autori hanno condotto una revisione sistematica della letteratura su MEDLINE ed Embase dalla nascita dei database fino al 30 gennaio 2025, selezionando studi osservazionali in lingua inglese che includevano pazienti adulti con IMA o ictus e riportavano il numero di nuove diagnosi di diabete (NDD). L’analisi è stata limitata ai pazienti senza diabete noto. La qualità metodologica è stata valutata con la checklist del Joanna Briggs Institute e sono state effettuate meta-analisi a effetti casuali per...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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