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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Alcol sotto pressione!
Fonte: Suzuki et al. DOI: 10.1016/j.jacc.2025.09.018. In questa analisi longitudinale, sono stati esaminati gli effetti della cessazione o dell’inizio del consumo leggero-moderato di alcol sulla pressione arteriosa in soggetti sottoposti a controlli annuali in Giappone. Sono stati valutati 58.943 adulti (359.717 visite complessive) tra il 2012 e il 2024. Il consumo era auto-riportato (1 drink = 10 g di etanolo). Le variazioni pressorie tra visite consecutive sono state analizzate tramite modelli GEE, aggiustati per fattori clinici e comportamentali. Nel sottogruppo che aveva interrotto l’assunzione di alcol (25.621 partecipanti), la cessazione produceva una riduzione dose-dipendente della pressione, più evidente nella donna: fino a –1,14 mmHg di pressione diastolica con cessazione di 1–2 drink/die. Negli uomini, l’effetto...leggi la news - Ruolo prognostico della sarcopenia nei pazienti con scompenso cardiaco
Fonte: Armentaro G et al. Cardiovasc Diabetol. 2025;24:411. doi:10.1186/s12933-025-0411. La perdita di massa e forza muscolare, nota come sarcopenia, è frequente nello scompenso cardiaco, ma il suo impatto prognostico a lungo termine, soprattutto nei soggetti più giovani e non malnutriti, è rimasto poco chiaro. Un’analisi retrospettiva condotta su 670 pazienti ambulatoriali con scompenso cronico ha valutato il ruolo della sarcopenia nel predire eventi cardiovascolari maggiori (major adverse cardiac events, MACE) e mortalità totale durante un follow-up medio di 4.7 anni. Tra i partecipanti, 340 presentavano sarcopenia e 330 no. L’incidenza di MACE è risultata nettamente superiore nei soggetti sarcopenici, con 13.3 eventi ogni 100 anni-persona, rispetto a 2.1 eventi nei non sarcopenici (p<0.001). L’analisi multivariata...leggi la news - La riduzione della terapia antipertensiva negli anziani con fragilità
Fonte: Benetos et al 10.1056/NEJMoa2508157. Tra gli adulti anziani con fragilità, le evidenze sui benefici e i rischi derivanti dalla sospensione dei farmaci antipertensivi sono limitate. In uno studio clinico multicentrico pubblicato sul New England Journal Medicine, randomizzato e controllato condotto in Francia, sono stati assegnati, con un rapporto 1:1, residenti di case di riposo di 80 anni o più che ricevevano più di un farmaco antipertensivo e avevano una pressione arteriosa sistolica inferiore a 130 mmHg ad una strategia guidata da protocollo di riduzione progressiva del trattamento antipertensivo (gruppo step-down) o a ricevere le cure abituali (gruppo cure abituali). I pazienti sono stati seguiti per un massimo di 4 anni. L'endpoint primario era la...leggi la news - Associazione tra livelli sierici di vitamina D e malattie cardiovascolari in pazienti cinesi affetti da diabete mellito di tipo 2: risultati di uno studio trasversale
Fonte: Zhang N,et al. Sci Rep. 2025 Feb 22;15(1):6454. doi: 10.1038/s41598-025-90785-8. PMID: 39987347; PMCID: PMC11846893. La relazione tra i livelli di 25-idrossivitamina D (25(OH)D) e le malattie cardiovascolari (CVD) nella popolazione diabetica deve ancora essere chiarita. Questo studio mirava a esplorare l'associazione tra 25(OH)D e CVD e fattori di rischio cardiometabolico nella popolazione cinese affetta da diabete mellito di tipo 2 (T2DM). Questo studio trasversale è stato condotto su 1.378 pazienti ospedalizzati affetti da T2DM. I partecipanti sono stati classificati in tre gruppi in base ai livelli sierici di 25(OH)D: adeguati livelli di vitamina D, insufficienza di vitamina D e carenza di vitamina D. Sono state eseguite analisi di regressione logistica multivariata, analisi stratificate e...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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