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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Dall’esame del fondo oculare, un aiuto per identificare il rischio cardiovascolare con l’AI
Fonte: ACC Congress 2026. Un esame oculistico di routine potrebbe diventare anche un’occasione per intercettare il rischio cardiovascolare. È quanto suggerisce uno studio presentato durante una sessione Investigative Horizons di ACC.26, secondo cui un sistema di intelligenza artificiale in grado di analizzare immagini retiniche ha mostrato una buona concordanza con la valutazione standard del rischio cardiovascolare a 10 anni. Secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe aumentare la consapevolezza del rischio e facilitare l’invio dei pazienti verso percorsi di prevenzione cardiovascolare. Lo studio ha arruolato 874 partecipanti di età compresa tra 40 e 75 anni, senza aterosclerosi nota e non in terapia ipolipemizzante, reclutati in 10 centri di oftalmologia e cure primarie negli Stati Uniti. La...leggi la news - Olezarsen abbassa trigliceridi e colesterolo remnant ma non modifica la placca coronarica non calcifica
Fonte: ACC Congress 2026. Un forte effetto metabolico che, almeno nel breve periodo, non si traduce in un segnale anatomico sulla placca coronarica. È questo il messaggio del sottostudio Essence-CTA: nei pazienti con ipertrigliceridemia moderata, il trattamento con olezarsen in aggiunta alla terapia ipolipemizzante standard ha ridotto in modo marcato trigliceridi e colesterolo remnant, ma non ha determinato una differenza significativa nella variazione del volume di placca coronarica non calcifica rispetto al placebo. Olezarsen è un oligonucleotide antisenso diretto contro apolipoproteina C-III (ApoC3). I risultati principali del trial Essence-TIMI 73b, già presentati nel 2025, avevano mostrato una riduzione significativa dei trigliceridi nei pazienti con trigliceridi elevati e rischio cardiovascolare aumentato. Il sottostudio di imaging presentato...leggi la news - IMPEDANCE-HFpEF, il monitoraggio non invasivo del fluido polmonare riduce ricoveri e mortalità nello scompenso a frazione di eiezione preservata
Fonte: ACC Congress 2026. Un dispositivo non invasivo in grado di rilevare precocemente l’accumulo di liquidi nei polmoni potrebbe cambiare la gestione ambulatoriale dello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata. È questo il messaggio del trial IMPEDANCE-HFpEF, secondo cui una strategia terapeutica guidata dal monitoraggio dell’impedenza polmonare ha ridotto in modo marcato i ricoveri per scompenso e la mortalità rispetto alla cura standard nei pazienti con HFpEF. Il razionale dello studio nasce da un’osservazione ben nota nella pratica clinica: la congestione polmonare precede spesso di giorni o settimane la comparsa dei sintomi e il successivo ricovero, ma gli strumenti non invasivi oggi disponibili non consentono una misura diretta e sufficientemente sensibile del contenuto di...leggi la news - KARDINAL: tonlamarsen riduce l’angiotensinogeno, ma non abbassa la pressione sistolica
Fonte: ACC Congress 2026. Un forte effetto biologico, ma senza traduzione in un vantaggio pressorio misurabile. È il messaggio del trial di fase 2 KARDINAL, presentato al congresso ACC.26 di New Orleans e pubblicato in contemporanea su JACC: nei pazienti con ipertensione non controllata già in terapia con due-cinque farmaci antipertensivi, tonlamarsen ha ridotto in modo significativo i livelli plasmatici di angiotensinogeno (AGT), ma non ha determinato una riduzione aggiuntiva della pressione arteriosa sistolica rispetto al confronto con singola dose iniziale seguita da placebo. Tonlamarsen è un oligonucleotide antisenso che agisce sulla sintesi epatica di AGT, con l’obiettivo di modulare a monte il sistema renina-angiotensina. Il trial ha coinvolto 485 pazienti con PAS ≥135 mmHg...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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