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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Ablazione delle tachicardie ventricolari: con la guida TC è un’altra storia?
Fonte: Sacher F, et al. DOI: 10.1093/eurheartj/ehag052. In questo trial randomizzato multicentrico europeo (InEurHeart) è stata confrontata l’ablazione delle tachicardie ventricolari (TV) guidata da tomografia computerizzata (TC) con l’ablazione convenzionale in pazienti con pregresso infarto miocardico e TV clinicamente significativa. Centotredici pazienti sono stati randomizzati a strategia TC-guidata (n = 57) o convenzionale (n = 56). L’endpoint primario era la riduzione della durata procedurale; tra gli endpoint secondari figuravano efficacia (incidenza e burden aritmico), sicurezza ed endpoint compositi. La durata della procedura è risultata significativamente inferiore nel gruppo TC-guidato: 149 ± 51 vs 120 ± 50 minuti (−19%; IC 95% −32; −7; p = 0,0027, analisi intention-to-treat) e 149 ± 51 vs 107 ± 38...leggi la news - Rigidità arteriosa e rischio di malattia renale cronica: evidenze da una grande coorte cinese
Fonte: Gao JL et al. Diabetologia. 2026;69:663-673, doi.org/10.1007/s00125-025-06609-x. La progressione della rigidità arteriosa ha mostrato una relazione stretta con il rischio di sviluppare malattia renale cronica (MRC), suggerendo un collegamento fisiopatologico tra salute vascolare e funzione renale. In uno studio di coorte condotto in Cina, 10.567 individui inizialmente privi di malattia cardiovascolare (MCV) e MRC sono stati seguiti per una media di 5.3 anni. La rigidità arteriosa è stata valutata tramite velocità dell’onda di polso brachiale-caviglia (brachial-ankle pulse wave velocity: baPWV), misurata ripetutamente nel tempo. Durante il follow-up, 1.108 partecipanti hanno sviluppato MRC, definita eGFR inferiore a 60 ml/min e/o presenza di albuminuria. I risultati hanno mostrato una relazione dose-risposta significativa tra progressione della rigidità...leggi la news - Lipoproteina(a) e mortalità: il rischio emerge soprattutto nei soggetti cardiovascolari ad alto rischio
Fonte: Al-Jarshawi M et al. Eur J Prev Cardiol. 2026. doi:10.1093/eurjpc/zwag037. La lipoproteina(a) o Lp(a) è stata riconosciuta come fattore di rischio indipendente per diverse patologie cardiovascolari, ma il suo valore prognostico lungo il continuum del rischio cardiovascolare rimaneva poco chiaro. Un’analisi condotta su dati del National Health and Nutrition Examination Survey III (NHANES III) ha valutato l’associazione tra livelli di Lp(a) e mortalità per tutte le cause e mortalità cardiovascolare in una coorte rappresentativa della popolazione statunitense. Sono stati analizzati dati corrispondenti a circa 55.050.155 individui ponderati (4.707 partecipanti reali), con età media di 48 anni e una quota femminile del 51%. Il rischio cardiovascolare basale è stato classificato come basso, intermedio o alto...leggi la news - Embolia polmonare acuta: linee guida AHA/ACC 2026 con nuove categorie di gravità e percorso più “operativo”
Fonte: Creager MA et al. J Am Coll Cardiol. 2026. doi:10.1016/j.jacc.2025.11.005. Le linee guida 2026 AHA/ACC introducono una classificazione in categorie cliniche (A–E) che integra quadro clinico, biomarcatori e imaging del ventricolo destro, con l’obiettivo di orientare in modo più diretto setting di cura e scelte terapeutiche. È esplicitato che i pazienti asintomatici (Categoria A) possono essere dimessi dal PS senza ricovero, mentre è raccomandata dimissione precoce per i sintomatici a bassa severità (Categoria B). Al contrario, le categorie C–E richiedono ricovero con intensità crescente fino alle forme con ipotensione persistente. Relativamente al trattamento, il documento ribadisce indicazioni di “buon senso clinico” ma spesso decisive nella pratica: eparina a basso peso molecolare preferibile a eparina...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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