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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Dopo il COVID-19 più nuovi casi di diabete: cosa emerge da una meta-analisi globale
Fonte: Keels JN et al. 2026. Diabetes Obes Metab. doi: 10.1111/dom.70508. Una revisione sistematica con meta-analisi ha stimato la prevalenza di diabete di nuova insorgenza negli adulti (≥18 anni) dopo infezione da SARS-CoV-2. Gli autori hanno incluso 33 studi in lingua inglese, valutati con la New Castle Ottawa Scale, e hanno applicato un modello a effetti casuali per ottenere una stima complessiva. È stata inoltre eseguita una meta-regressione per esplorare il ruolo di età, sesso e durata del follow-up. La prevalenza complessiva di diabete di nuova diagnosi (tipo 1 o tipo 2 o forma non definita) è risultata pari a 8.33%. Considerando separatamente il diabete di tipo 2, la prevalenza stimata è stata 8.92%, mentre...leggi la news - SGLT2-inibitori prima della chirurgia: meno danno renale acuto nei pazienti con diabete tipo 2
Fonte: Gao FM et al. 2026. Diabetes Obes Metab. doi: 10.1111/dom.70509. In questo studio osservazionale con approccio di inferenza causale, gli autori hanno valutato se l’uso preoperatorio degli inibitori del sodium-glucose co-transporter 2 (SGLT2i) riduca il rischio di acute kidney injury (AKI) dopo interventi chirurgici in pazienti con type 2 diabetes (T2D). Sono stati analizzati i dati di 2.499 pazienti con T2D sottoposti a chirurgia in anestesia generale in un centro terziario australiano, confrontando chi assumeva SGLT2i prima dell’intervento con chi non li assumeva. Oltre metà degli interventi è stata eseguita in urgenza. L’endpoint principale era la comparsa di AKI entro 7 giorni dall’operazione. I pazienti trattati con SGLT2i nel periodo preoperatorio hanno mostrato una...leggi la news - Zodasiran: una nuova strategia RNA interference contro l’ipercolesterolemia familiare omozigote
Fonte: Raal FJ et al. 2025. Lancet Diabetes Endocrinol. doi:10.1016/S2213-8587(25)00290-6. Nel trial di fase 2 GATEWAY, zodasiran, una terapia di RNA interference (RNAi) diretta contro angiopoietin-like protein 3 (ANGPTL3), ha mostrato una marcata riduzione del colesterolo low-density lipoprotein (LDL) in pazienti con homozygous familial hypercholesterolaemia (HoFH), una condizione caratterizzata da grave deficit del low-density lipoprotein receptor (LDLR) e rischio cardiovascolare estremamente elevato. Lo studio, open-label e randomizzato, ha incluso 18 pazienti (età media 43 anni) con HoFH in terapia ipolipemizzante stabile. I partecipanti hanno ricevuto zodasiran sottocute 200 mg o 300 mg al giorno 1 e al mese 3. Il valore medio basale di LDL era 9,8 mmol/L (circa 379 mg/dL), nonostante le terapie di...leggi la news - GLP-1 e SGLT2 come add-on all’insulina nel diabete tipo 1: piccoli benefici clinici, ma attenzione alla chetoacidosi
Fonte: Abdel-Rahman SM et al. 2026. Diabetes Obes Metab. doi: 10.1111/dom.70506. Una revisione sistematica con meta-analisi ha valutato efficacia e sicurezza degli agonisti del recettore del glucagon-like peptide-1 (glucagon-like peptide-1 receptor agonists, GLP-1RAs) e degli inibitori del sodium–glucose cotransporter-2 (SGLT2is) come terapie aggiuntive all’insulina negli adulti con diabete di tipo 1. Sono stati inclusi 90 studi pubblicati fino a settembre 2025. I GLP-1RAs hanno determinato un miglioramento modesto del controllo glicemico, con riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) di circa 0.56%, aumento del time-in-range (TIR) e riduzione del fabbisogno insulinico totale e basale. Si è osservata anche una perdita di peso media di 3.6 kg e una riduzione del body mass index (BMI) di 1.05 kg/m². Gli...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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